LA DIPENDENZA EMOTIVA

07.01.2025

Che cosa rende una donna o un uomo completamente dipendente da un'altra persona? Che cosa scatta nella mente di un soggetto adulto per fargli pensare che la sua vita ha senso solo ed esclusivamente in relazione a quella persona o situazione? E perchè spesso, nonostante le evidenze contrarie, si continua a rimanere in quella relazione anche se, razionalmente, si è consapevoli della sua tossicità, del malessere interno che provoca, di quanto rende schiavi e isolati nei confronti del mondo? 

LA DIPENDENZA EMOTIVA consiste nel gratificare in modo compulsivo un partner per mantenere il legame. Alla base di questa forma di dipendenza c'è una bassa autostima, legata a esperienze infantili particolari; la dipendenza affettiva affonda le sue radici nell'infanzia, nel rapporto con chi si è preso cura del soggetto (genitori o parenti intimi). Coloro che diventano affettivamente dipendenti probabilmente da piccoli hanno ricevuto il messaggio di non essere degni d'amore o che i loro bisogni non erano importanti.

"Non riesco a vivere senza di lui, mi sento vuota quando non mi scrive. Anche se mi fa stare male e litighiamo spesso, voglio stare con lui, ho perso anche tanti amici a causa di questa relazione ma non importa. Se non mi ama forse sono io che non vado bene". 

La dipendenza affettiva, o love addiction, è uno schema di comportamento caratterizzato da un interesse eccessivo verso la persona amata a scapito dei propri bisogni. Questi comportamenti si traducono in una mancanza di cura di sé che si manifesta in modi diversi, per esempio con l'abbandono di aspetti importanti della propria vita (interessi, hobby, amicizie) e del proprio benessere, allo scopo di rimanere il più possibile in contatto con l'oggetto d'amore. Alcuni studi hanno evidenziato come nei dipendenti affettivi, la distanza dal partner provochi l'attivazione delle stesse aree cerebrali che provoca il craving (forte desiderio) da cocaina.

Chi sente di appartenere a relazioni di questo tipo, più o meno consapevolmente, basa il proprio valore e la propria integrità sull altra persona, come la luna che brilla di luce riflessa. Ci si sentirà carichi, belli, pieni di energia e vitalità quando si viene valorizzati e desiderati dall'altra persona, attraverso mille attenzioni e messaggi più o meno d'amore. Ci si sentirà totalmente persi e smarriti quando l altra persona si distanzia, è maggiormente assente, è presa da altre dinamiche e/o quando ci lascia. 

La fine di una relazione viene spesso vissuta in senso abbandonico e negativo, come se qualcuno avesse depredato l'anima della sua identità.. ci si sente privi di valore, vuoti, isolati, soli, terribilmente e ferocemente tristi. Spesso in questi casi si ricorre a tentativi di soluzione che fungono da cuscinetto al dolore emotivo: ci si può buttare in altre relazioni senza pensarci troppo e/o si può compensare con l'uso compulsivo di sesso, cibo, alcohol o uso di sostanze. In altri casi invece la voragine emotiva diviene così vasta da rendere impossibile il contenimento di un dolore emotivo valutato come troppo intenso e invalidante, ingestibile per una normale sopravvivenza, talmente grande da considerare la parola "fine" come l 'unica e concreta soluzione al malessere esistenziale.  Ci sono anche persone tuttavia che in solitudine o grazie all'aiuto di una terapia, riescono a dare un significato costruttivo alla propria esperienza di dolore, dimostrandosi volonterosi e desiderosi di accettare (anzichè negare o demonizzare) le proprie esperienze interne al fine di dare loro un nuovo senso, un nuovo significato. Spesso queste persone diventano protagoniste della loro vita, imparano a cavalcare le onde e a sperimentare un coraggio al limite del naturale pur di vivere e dare il giusto significato alla propria esistenza. 

I SINTOMI DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA possono riguardare diversi aspetti della propria personalità e della vita quotidiana, per esempio:

  • La rinuncia ai propri interessi
  • Un senso di mancanza di controllo
  • Ansia/Paura da abbandono
  • Depressione.

QUANDO SI PARLA DI PATOLOGIA? Chi è dipendente emotivo condivide con altri tipi di dipendenze più comuni la necessità di proteggersi dai sentimenti dolorosi. La fantasia principale di una persona con dipendenza affettiva è l'attesa che qualcun altro possa risolvere i suoi problemi e prendersi cura di lui. Quando questo bisogno irrealistico non viene soddisfatto, i dipendenti affettivi possono sentirsi feriti e innescare conflitti nelle loro relazioni. Il risultato è che spesso, così facendo, finiscono per fare terra bruciata intorno a loro. A questo punto, bisogna fare una precisazione: nella fase dell'innamoramento un certo grado di dipendenza dall'altra persona è normale e auspicabile. Tuttavia, quando l'attaccamento si trasforma in dipendenza, questa impedisce all'individuo di vivere in modo sano la relazione. In altre parole, l'amore è tale solo quando è libero. Diventa vero e proprio amore patologico quando la libertà e l'individualità vengono negate, e quando il partner dipendente rimane intrappolato nella relazione di coppia.

Nella dipendenza affettiva, capita spesso che la persona dipendente si prenda cura di un narcisista che, nonostante la sua grandiosità, nasconde un'autostima molto fragile e il bisogno di essere amato e accudito. Insomma, la dipendenza si instaura spesso tra due persone ferite che si sentono, in qualche modo, manchevoli e difettose.

COME SI SUPERA LA DIPENDENZA EMOTIVA? Il trattamento di chi soffre di dipendenza affettiva è un processo lungo di scoperta e rafforzamento del proprio sé e della propria autostima. Richiede l'adozione di misure specifiche come riuscire a riconoscere la dipendenza, comprendendo a pieno le conseguenze dannose. I dipendenti affettivi spesso entrano in un processo simile al lutto per affrontare il dolore emotivo che è alla base della loro dipendenza. Per superare queste problematiche, è spesso necessario rielaborare i ricordi dolorosi legati a qualche forma di abbandono e trascuratezza (sia fisica che emotiva) sperimentata durante l'infanzia assieme a sentimenti di dolore, paura, rabbia e vuoto, che il paziente dovrà imparare a gestire, così come gli acting-out, comportamenti impulsivi o compulsivi usati proprio per regolare queste emozioni così intense. Infine, la terapia cerca di aiutare il soggetto dipendente a riconoscere e convalidare i propri desideri, utilizzandoli per compiere scelte autonome. Grazie a questo attento lavoro si creano le basi affinché i pazienti possano mantenere un senso di amabilità e valore personale anche quando tali relazioni affettive vengono a mancare.